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Social brand awareness: come scegliere i canali giusti

di Luca Tantillo - 14 dicembre 2021

Alle soglie del 2022 è quasi scontato ribadire l’importanza che i social network hanno nelle nostre vite. I dati infatti descrivono quanto ormai queste piattaforme siano parte della quotidianità della stragrande maggioranza di noi: secondo il Global Digital Report 2021 pubblicato da We Are Social e Hootsuite, gli italiani iscritti ad almeno un social sono 41 milioni, ben oltre la metà della popolazione. 

Una cifra che continua a crescere (+6% rispetto al 2020) e che non può più essere ignorata dalle aziende, piccole o grandi che siano: se ieri la social brand awareness era un plus, oggi è una necessità non più rimandabile. 

Ma quali canali adottare? Facciamo una rapida panoramica dei principali media. 

 

Facebook, il Re dei social network  

Passano gli anni ed aumentano i competitor, ma Facebook resta il social più utilizzato in Italia, con circa 31 milioni di iscritti nel nostro Paese. Già da solo questo dato basterebbe a giustificarne il presidio da parte delle aziende: fare social brand awareness sulla piattaforma di Zuckerberg significa di fatto comunicare con la metà degli italiani, una cassa di risonanza preziosissima per qualsiasi imprenditore. 

Anche gli strumenti messi a disposizione dal sito, come il Business Manager, hanno ottenuto sempre più migliorie col passare del tempo, supportando i marketer nel mirare target sempre più precisi e realmente interessati ai propri contenuti. 

Non solo, la totale indipendenza tra i profili personali e le pagine aziendali permette la creazione di una strategia di social brand awareness anche nel caso in cui non siano presenti Key People che la supportino attivamente. 

 

👉 Social brand awareness: Tips per Facebook 

Proprio per la sua grandezza e la sua natura “generalista”, Facebook è anche il social in cui la concorrenza è più agguerrita. Non abbatterti se agli inizi fatichi nel far crescere la tua pagina e ottieni poche interazioni, ma cogli l’occasione per imparare a utilizzare il Business Manager: è uno strumento in continuo aggiornamento che può aiutarti molto nella creazione di un piano di social brand awareness, oltre che a tornarti utile nel caso tu voglia aprire anche un canale Instagram! 

 

LinkedIn, la rete del business 

Se Facebook è il social più utilizzato, quando si parla di attività business il primo a venire in mente è però LinkedIn: la piattaforma di proprietà di Microsoft conta oggi circa 15 milioni di iscritti in Italia. Se su questo frangente risulta indubbiamente lontano dalle possibilità offerte da Facebook, LinkedIn può vantare altri grossi vantaggi, primo fra tutti il fatto di essere specificatamente un social network dedicato al mondo del lavoro. Tutte gli iscritti su LinkedIn sono professionisti nel loro campo e ciò permette una ricezione più naturale delle attività di social brand awareness, se correttamente direzionate. 

Proprio perché nato come punto di ritrovo di diversi professionisti, la targettizzazione offerta da LinkedIn è tra le migliori oggi sul mercato, permettendo una profondità nella scelta dell’audience di riferimento unica nel suo genere. 

Infine, la stretta interconnessione tra profili personali e pagine aziendali garantisce lo sviluppo di strategie di social brand awareness capaci di portare enormi benefeci sia all’impresa che alle Key People più attive: se avete colleghi o dipendenti particolarmente attivi sui social, questo è il canale che fa per voi. 

 

👉 Social brand awareness: Tips per LinkedIn 

LinkedIn è forse il social più importante per un’azienda, la tua finestra sul mondo business e un modo per farti conosce a potenziali clienti e partner: farne parte significa porre fin da subito le basi per costruire la tua autorevolezza come brand. La piattaforma è in costante evoluzione, e introduce sempre più strumenti da sfruttare (non da ultimo le “stories” mutuate da Instagram e Facebook). Inoltre la crescita del tuo brand può andare di pari passo con la tua personale, rendendoti una figura di spicco nel tuo settore: un’occasione da non perdere! 

 

Twitter, entra nel flusso di notizie! 

Spesso “dimenticato” dalle aziende, Twitter rappresenta in realtà un ottimo social da presidiare. Non tanto per il numero di utenti attivi, solo 3 milioni in Italia, ma per la capacità di “cavalcare” i trend topic del momento: grazie all’uso massivo di hashtag, infatti, su Twitter è possibile migliorare rapidamente la propria social brand awareness scegliendo accuratamente le parole chiave da utilizzare. 

Importante, specie agli inizi, anche l’attività di retweet di profili più conosciuti, come ad esempio influencer di settore, partner o fornitori, in modo da migliorare l’autorevolezza della propria pagina e mostrare il legame con i brand più importanti. 

 

👉 Social brand awareness: Tips per Twitter 

Anche su Twitter crescere da zero può essere un’impresa ardua, specie per determinati settori “poco social”. Non demordere, testa diversi hashtag, metti il follow ai profili giusti e tieni sempre sott’occhio i trend topic nazionali e mondiali: non si può mai sapere quando un argomento a te vicino può diventare improvvisamente “caldo”!  

 

E Instagram?

Con circa 25 milioni di italiani attiviInstagram sta rapidamente scalando le gerarchie di utilizzo nel nostro Paese, attirando l’attenzione del mondo business. Son sempre di più le aziende che stanno decidendo di aprire un profilo su Instagram, e con buona ragione: oltre alla vastissima platea a cui possono rivolgersi, lo stile di comunicazione del social porta le imprese ad adottare un volto più umano e meno rigido, portando freschezza alle attività di social brand awareness. 

Da non sottovalutare anche la sua “parentela” con Facebook: il Business Manager del suo “fratellone”, infatti, permette di sviluppare da un’unica piattaforma le campagne di entrambi i social, garantendo quindi una miglior gestione in fase di creazione e monitoraggio. 

 

👉 Social brand awareness: Tips per Instagram 

Non farti intimorire dal tipo di comunicazione imposta dal canale, ma al tempo stesso non imbarcarti in quest’avventura se non hai i giusti mezzi: un robusto reparto grafico e una sezione marketing con spiccata sensibilità social sono requisiti fondamentali per sfruttare al meglio Instagram e non risultare fuori luogo. Inoltre, il Business Manager condiviso con Facebook permette la creazione di strategie integrate, dando ancora più forza alla tua brand identity. 

 

Sì ma... quindi? 

Ogni azienda ha la sua storia, il suo pubblico, i suoi obiettivi e le sue modalità di comunicazione, e soprattutto i social stessi sono in evoluzione costante: non esistono quindi delle regole scolpite nella pietra, ma anzi la sperimentazione è il succo di questi canali. Sondaggi, video brevi, foto di vita aziendale, stories: prova senza paura tutti gli strumenti messi a disposizione dai social network per trovare la strada più adatta al tuo brand. 

Tuttavia, ci sono alcuni consigli che funzionano a prescindere dalla tipologia di azienda che hai: 

  • Presidiare più canali va benissimo, ma fallo solo se sei sicuro di poter rispettare a dovere l’impegno. Non c’è niente che comunichi meglio il messaggio “BRAND MORTO” di una pagina social abbandonata; 
  • Le strategie non sono tra di loro intercambiabili. Ogni social ha una sua precisa funzione e perciò la comunicazione deve essere adatta: 
    • su LinkedIn dovrai essere professionale, “tecnico”; 
    • su Twitter punta sull’essere conciso (anche per via del limite di caratteri concessi); 
    • su Facebook e Instagram cerca di attirare anche un pubblico che magari non padroneggia appieno la materia; 
  • Gli hashtag sono importantissimi per tre dei quattro social qui presentati: su Facebook esistono, ma non hanno mai preso davvero piede. Impara a selezionare quelli giusti: va bene usare hashtag molto seguiti, ma solo se c’entrano davvero col tuo business! 
  • Non spoilerare tutto nel copy! Va bene attirare i lettori con un bel messaggio, ma spingili a cliccare sui link che promuovi, incuriosendoli e lasciandoli con “l’acquolina in bocca”; 
  • Non pubblicare MAI post senza immagini (salvo casi rarissimi, ad esempio comunicazioni di servizio) e senza copy: dai sempre una spiegazione o un punto di vista su quello che pubblichi, in modo da incuriosire i tuoi lettori; 
  • Emoji, emoji e ancora emoji (senza esagerare)! Aiutano a spezzare il ritmo dei tuoi copy, catturano l’occhio e danno freschezza ai tuoi messaggi, rendendoli più naturali; 
  • Se pubblichi dei video sui player nativi dei social, aggiungi dei sottotitoli: in questo modo puoi catturare l’interesse anche di coloro che non hanno l’audio attivo; 
  • Alla ricerca della viralità... solo se sei certo di saperla controllare! Un post virale può diventare un’arma a doppio taglio se in mani poco esperte, e il cosiddetto “effetto Streisand” è sempre dietro l’angolo;
  • In generale, pensa a come utilizzi tu stesso i social da utente: l’attività principale è “lo scroll”, la maggior parte delle volte da smartphone. Ciò significa che hai pochissimi secondi per catturare l’attenzione di qualcuno mentre scorre le notizie nel suo feed: scegli di conseguenza immagini, titoli e copy.

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