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Google Ads per marketing B2B: ecco due nuove funzioni dedicate

di Redazione - 23 marzo 2021

Gli annunci pubblicitari sulla rete di ricerca Google, gestiti tramite la piattaforma Ads, diventeranno uno strumento sempre più strategico per il marketing delle aziende B2B. Si tratta di una novità significativa, poiché Ads è da sempre uno strumento dotato di una forte impronta B2C. Gli annunci sulla piattaforma Google, infatti, vengono usati soprattutto per intercettare il consumatore finale e soddisfarne le esigenze con comunicazioni mirate. Tutto ciò dipende dalla natura stessa del motore di ricerca: Google, infatti, è il punto d’accesso a Internet per tutto il mondo occidentale, non è una piattaforma dedicata in modo specifico al pubblico business. Questo ha indirizzato le funzionalità della relativa piattaforma pubblicitaria (Google Ads, ex AdWords), che sono perfette per le esigenze di marketing di qualsiasi attività B2C, ma ancora abbastanza acerbe in ambito B2B. Non è un caso che lo strumento principe per il marketing B2B sia LinkedIn, una piattaforma verticale che permette di segmentare il pubblico di riferimento in modo preciso e granulare, indirizzandogli comunicazioni mirate anche tramite strumenti ad hoc come i moduli nativi per la lead generation.

Negli ultimi anni, però, il numero di aziende B2B interessate alla promozione online dei propri servizi presso i decision maker di riferimento è aumentato in modo esponenziale, decretando il successo della marketing automation. Google non poteva restare a guardare e ha progressivamente introdotto nuove funzionalità in Google Ads indirizzate in modo chiaro al marketing delle aziende con un modello business-to-business. Spesso tali novità non sono clamorose né vengono comunicate in modo diretto, ma sono in grado di indirizzare la strategia promozionale delle aziende coinvolte.

 

Segmenti di pubblico legati al settore professionale e alla dimensione dell’impresa

Nelle ultime settimane, Google ha manifestato in modo molto chiaro la sua apertura verso il B2B introducendo alcune novità significative.

La prima riguarda i segmenti di pubblico, cioè la funzionalità di Google Ads che permette di indirizzare (targeting) la comunicazione verso un pubblico circoscritto e identificato sulla base di criteri demografici, degli interessi, delle interazioni e di varie combinazioni. Nei dati demografici è comparsa una voce dedicata all’attività lavorativa, che permette di identificare il pubblico target in base alla dimensione dell’azienda (con 3 livelli di dettaglio) per cui lavora e alla sua industry di riferimento, dalla finanza alla manifattura, dalla sanità al mondo tech.

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Ancora una volta, il paragone con LinkedIn viene naturale, ma in realtà si notano differenze significative: al momento, infatti, Google non può competere con LinkedIn a livello di dettaglio e granularità. Per rendere l’idea, mentre su LinkedIn il targeting può essere vincolato a business con 1-10 dipendenti, su Google il parametro minimo è compreso tra 1 e 250 dipendenti. Si tratta comunque di un passo avanti che può condizionare le strategie di marketing B2B: se oggi Google viene usato soprattutto per generare traffico ma non ci si aspetta un gran ritorno in termini di conversione (sempre in ottica B2B), così facendo i risultati potrebbero migliorare in modo consistente.

CTA-Demand Generation Lab

Nuove estensioni per la lead generation

Com’è noto, ogni annuncio sulla rete di ricerca può essere arricchito con estensioni (come il sitelink) che forniscono informazioni extra e sono indirizzati ad aumentare il tasso di interazione: numeri di telefono, link a landing page e molto altro. Tra queste opzioni sono recentemente comparsi i moduli per la lead generation, sia per la versione desktop sia mobile.

Google Ads Marketing b2b_Modulo per i Lead_3

L’impatto può essere molto significativo: fino a ieri, infatti, per acquisire i dati di un prospect era necessario creare una landing page sul proprio sito e associarla a un annuncio della rete di ricerca di Google, mentre oggi è possibile far comparire il modulo direttamente tra i risultati di ricerca. Di sicuro non avrà la stessa efficacia di una landing dedicata, ma è peraltro vero che un metodo non esclude l’altro e che alcune funzionalità di auto-compilazione potrebbero favorire l’interazione, soprattutto nei confronti dei brand e delle soluzioni più conosciute.

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