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Team building e incentive: i dettagli da non sottovalutare

    
di Barbara Marcuzzo

Con team building e incentive si è soliti indicare quelle che potremmo definire due facce di un’unica medaglia.

Da una parte, quella che in italiano è traducibile come la “costruzione del gruppo” costituisce (secondo la definizione del Cambridge Dictionary) il processo attraverso il quale si incoraggiano a cooperare tra loro i membri di uno stesso team o quelli provenienti da una compagine societaria differente, come, ad esempio, avviene in caso di una fusione aziendale.

Dall’altra, con il termine incentive si fa riferimento a un premio, che può facilmente tradursi in viaggio, esperienza, riconoscimento economico e molto altro ancora, corrisposto a dipendenti e collaboratori e, sempre più spesso, a partner e clienti che l’azienda intende fidelizzare.

Entrambi riescono a tradursi in efficaci strumenti di marketing che, se ben utilizzati, possono decisamente “fare la differenza dentro e fuori i confini aziendali. A patto, naturalmente, di sottostare a una serie di regole ben definite e da cui non si può prescindere se si vuole ottenere il risultato desiderato.

Nello specifico, quando si parla di team building occorre ricordarsi che:

  • quello che agli occhi di molti potrebbe apparire come un appuntamento ludico e di piacere, in realtà è un momento di business e come tale va proposto e interpretato, evitando tempi di realizzazione troppo lunghi o che mal si conciliano con la vita personale di chi è coinvolto;
  • l’aspetto preponderante in una attività di team building è la collaborazione: su questa bisogna lavorare con attività specifiche e in grado di garantire i risultati attesi;
  • qualunque sia l’attività che si intende realizzare, è bene ricordarsi che quest’ultima è direttamente collegata - mai subordinata - al messaggio che si desidera trasmettere a chi vi partecipa.

 A sua volta, per non sbagliare, in tema di incentive occorre:

  • evitare attività “banali” e “ripetitive” che rischiano di non essere percepite come “di valore” da chi dovrebbe coglierne l’esclusività;
  • smettere di pensare che, da sola, la “location” (per quanto bella e ricercata) possa bastare;
  • guardarsi dal banalizzare il concetto di “unicità”.

Che si tratti di un evento di team building o di un’esperienza incentive occorre, infatti, non dimenticare che è la brand identity stessa dell’azienda a essere in gioco. Farla percepire come “unica” e “vincente” è anche una questione di “originalità” e “ricercatezza” che, ancora una volta, non vanno improvvisate ma studiate a tavolino con chi questi eventi li realizza di mestiere.

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