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Mercato ICT in Italia, il prezzo conta ancora troppo

   
di Manuela Gianni

Il mercato ICT in Italia gode di buona salute, ma soffre di eccessiva frammentazione. I dati rilasciati a giugno da Anitec-Assinform mostrano infatti segnali positivi: nel 2017 la crescita è stata del 2,3%, con un trend più che ottimista anche per i prossimi anni, con una previsione del 2,6% per il 2018 e superiore al 3% per l’anno successivo. Dopo anni con il segno meno, quelli più bui della crisi che si è fatta sentire in particolare fra il 2008 e il 2014, il trend è di certo incoraggiante. È chiaro però che si può fare di più, considerando da un lato l’accelerazione che l’innovazione digitale nel suo complesso ha avuto in pochi anni, e dall’altro il gap digitale che il paese ha accumulato in passato.

Se è vero che l’innovazione è un treno per la ripresa economica che non possiamo perdere, sarebbe dunque auspicabile un passo più sostenuto per il mercato ICT, come ha sottolineato presentando il rapporto Marco Gay, presidente di Anitec-Assinform: «I segnali sono buoni, ma bisogna dare ad essi continuità, guardando al futuro e ai ritardi da recuperare, con una programmazione tempestiva, incoraggiando le spinte più innovative verso la piena adozione delle soluzioni digitali abilitanti».

 

I punti da affrontare per accelerare questa dinamica di crescita del mercato ICT in Italia sono tanti, ma c’è una questione di tipo strutturale del mercato dell’offerta che è particolarmente sentita: la frammentarietà delle Aziende IT che sono ben 87 mila (nella sola Lombardia si concentra il 25% del totale).

Poche le realtà di grandi dimensioni, che insieme a una miriade di piccole aziende si trovano a competere in un oceano rosso, creando una inevitabile - quanto dannosa - guerra dei prezzi. È sempre Anitec-Assinform a mettere il dito sulla piaga, parlando di una “cronica sottovalutazione dei prezzi dei servizi il cui acquisto è tutt’oggi prevalentemente basato su gare al massimo ribasso”.

Come si diceva all’inizio, le opportunità per crescere ci sono. Il momento è particolarmente favorevole, perché le aziende stanno cavalcando l’onda della digital transformation e hanno sempre più bisogno di partner qualificati e competenti. Le Tech Company che vogliono provare a crescere più di quel 2% medio annuo del mercato dovranno comprendere che è necessario distinguersi, mettendo al centro della strategia il rinnovo dell’offerta e dei modelli organizzativi, puntando su qualità dei prodotti e servizi offerti, e investendo per aumentare la propria visibilità, ampliare le opportunità di entrare in contatto con nuovi clienti e creare nuove relazioni.

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