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La Digital Tansformation dei fornitori ICT è ancora lenta: il 40% non innova

    
di Manuela Gianni

Si parla tanto di Digital Transformation delle imprese tradizionali, minacciate dalla disruption. Dando per scontato che i fornitori di ICT, cioè chi fornisce alle imprese servizi e tecnologie digitali, abbiano già affrontato al loro interno questa trasformazione. Non sempre però è vero. Tra le tantissime realtà che compongono il frastagliato panorama del settore ICT italiano (le Tech Company sono ben 87mila, con 430mila addetti, secondo la foto scattata da Anitec-Assinform) c’è chi si muove in fretta e chi, invece, resta ancorato al passato, senza avere la consapevolezza che la Digital Transformation è una strada obbligata, ovvero che innovare porta vantaggi soprattutto a chi di innovazione digitale vive. Chi si ferma è perduto, e i dati lo confermano.

L’analisi di Anitec-Assinform sul settore ICT, in crescita complessiva del 2,3% nel 2018, mostra che le imprese più innovative hanno maggiori prospettive di sviluppo. Oltre il 60% di queste Tech Company è impegnato in iniziative di innovazione, e il 78% prevede di aumentare il fatturato e di far evolvere l’offerta per rispondere alla crescita della domanda di servizi innovativi, come Cloud, IoT (Internet of Things), Industria 4.0, Big Data e Mobile.

Analizzando più in dettaglio i dati, emerge il dato più significativo della ricerca: chi innova cresce di più.  Risulta infatti che stanno portando avanti iniziative di innovazione circa 5 aziende su 10 fra quelle in crescita, e 2 su 10 tra quelle che sono stabili. Di contro, dichiara di innovare solo un’azienda su 100 tra quelle che, per il prossimo futuro, prevedono un calo del business.

Tra i maggiori cambiamenti in atto nel settore c’è la transizione dal fisico al virtuale, che significa passare dall’acquisto al canone mensile e ai servizi, e spostare il focus dall’hardware al software. Nell’arco di soli due anni, infatti, l’hardware è calato sia in termini di numero di imprese che per addetti (-23% per oltre 17mila unità), mentre nel software è salito il numero delle imprese ma è scesa l’occupazione. A vincere sono soprattutto i servizi, dove aumentano le imprese e gli addetti (+15.000) soprattutto nelle aziende più grandi, quelle che operano nella consulenza, nella gestione di infrastrutture e nel Web.

 L’ondata digitale ha travolto anche il modo di fare marketing e di vendere. Gli approcci del passato sono superati ormai anche nel B2B, dove i canali digitali hanno preso il sopravvento, perché è online che i buyer di tecnologie e servizi si vanno a informare.

Lo studio sopra citato indica infatti fra le strategie di crescita vincenti per il futuro i nuovi approcci che combinano l’ampliamento dell’offerta (70,2%) con l’evoluzione delle relazioni con la clientela. Serve dunque indirizzare meglio le soluzioni innovative verso i clienti, che sono soprattutto le PMI dell’Industria, del Commercio e dei Servizi in ambito locale o regionale.

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