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Digital Transformation per ICT: come si muove il mercato

di Manuela Gianni - 31 luglio 2018

Si parla tanto di Digital Transformation delle imprese tradizionali, minacciate dalla disruption. Dando per scontato che i fornitori di ICT, cioè chi fornisce alle imprese servizi e tecnologie digitali, abbiano già affrontato al loro interno questa trasformazione.

Non sempre però è vero. Tra le tantissime realtà che compongono il frastagliato panorama del settore ICT italiano (le Tech Company sono ben 87mila, con 430mila addetti, secondo la foto scattata da Anitec-Assinform) c’è chi si muove in fretta e chi, invece, resta ancorato al passato, senza avere la consapevolezza che la Digital Transformation è una strada obbligata, ovvero che innovare porta vantaggi soprattutto a chi di innovazione digitale vive. Chi si ferma è perduto, e i dati lo confermano.

 

Il panorama della Digital Transformation ICT

L’analisi di Anitec-Assinform sul settore ICT, in crescita complessiva del 2,3% nel 2018, mostra che le imprese più innovative hanno maggiori prospettive di sviluppo. Oltre il 60% di queste Tech Company è impegnato in iniziative di innovazione, e il 78% prevede di aumentare il fatturato e di far evolvere l’offerta per rispondere alla crescita della domanda di servizi innovativi, come Cloud, IoT (Internet of Things), Industria 4.0, Big Data e Mobile.

Analizzando più in dettaglio i dati, emerge il dato più significativo della ricerca: chi innova cresce di più.  Risulta infatti che stanno portando avanti iniziative di innovazione circa 5 aziende su 10 fra quelle in crescita, e 2 su 10 tra quelle che sono stabili. Di contro, dichiara di innovare solo un’azienda su 100 tra quelle che, per il prossimo futuro, prevedono un calo del business.

 

Come la Digital Transformation cambia l'ICT

Tra i maggiori cambiamenti in atto nel settore c’è la transizione dal fisico al virtuale, che significa passare dall’acquisto al canone mensile e ai servizi, e spostare il focus dall’hardware al software. Nell’arco di soli due anni, infatti, l’hardware è calato sia in termini di numero di imprese che per addetti (-23% per oltre 17mila unità), mentre nel software è salito il numero delle imprese ma è scesa l’occupazione. A vincere sono soprattutto i servizi, dove aumentano le imprese e gli addetti (+15.000) soprattutto nelle aziende più grandi, quelle che operano nella consulenza, nella gestione di infrastrutture e nel Web.

 L’ondata digitale ha travolto anche il modo di fare marketing e di vendere. Gli approcci del passato sono superati ormai anche nel B2B, dove i canali digitali hanno preso il sopravvento, perché è online che i buyer di tecnologie e servizi si vanno a informare.

Lo studio sopra citato indica infatti fra le strategie di crescita vincenti per il futuro i nuovi approcci che combinano l’ampliamento dell’offerta (70,2%) con l’evoluzione delle relazioni con la clientela. Serve dunque indirizzare meglio le soluzioni innovative verso i clienti, che sono soprattutto le PMI dell’Industria, del Commercio e dei Servizi in ambito locale o regionale.

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